Frizzantemente Sanremo!
Anche quest’anno riparte il festival più odiato/amato dagli italiani, e dopo averlo offeso e boicottato per anni, lo scorso anno l’ho un po’ rivisto apprezzandone diverse performances.
Il 58° festival è partito alla grande dal lato televisivo (diretta) e quindi dal punto di vista dello spettacolo e dell’intrattenimento soprattutto grazie ad un super Chiambretti ed al solito Baudo (che bene o male – se ben spalleggiato – è l’unico tra i conduttori degli ultimi anni che è riuscito a fare un Sanremo guardabile) aiutati da una volenterosa (oltre che bellissima) Andrea Osvárt ma anche dal punto di vista della regia che, come l’anno scorso, è ben condotta (e di buon contorno alla musica).
Al contrario, a livello musicale (diretta) non ci sono stati molti artisti che mi hanno entusiasmato; comunque tra i tanti citerei:
- Frankie Hi Nrg (Rivoluzione) – Rap nel vero senso del… Titolo!
- Anna Tatangelo (Il mio amico) – Buono il tema, il resto sa un po’ troppo di “Gigi”.
- Frank Head (Para parà ra rara) – Simpatica…
- Eugenio Bennato (Grande sud) – Per me la meglio: suoni, colori ed entusiasmo del Sud in una canzone!
- Valerio Sanzotta (Novecento) – Buona l’idea, ma poteva essere affrontata meglio nel testo.
Il resto, senza infamia senza lode tranne che Tricarico: per me, osceno.
